mercoledì 27 maggio 2020


IL MATERIALE DEL MUOVERE

#step20

Pensando a un materiale che potesse essere associato al verbo/azione muovere, ho individuato la gomma che rimanda ad esempio ai nastri trasportatori, utilizzati per far muovere oggetti e componenti nelle catene di montaggio o per far scorrere le valigie negli aeroporti, ma anche agli pneumatici che sono alla base del movimento dei veicoli sul manto stradale e non solo.

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LA GOMMA

La gomma è un materiale caratterizzato dalla possibilità di essere allungando notevolmente e poter tornare rapidamente alla lunghezza di maiale quando cessa l'azione che mi aveva causato l'allungamento. La gomma è costituita da polimeri, tali macromolecole in condizioni di riposo sono ripiegate su loro stesse, mentre quando sottoposte a trazione sono capaci di estendersi, per poi riprendere la configurazione originaria al cessare della sollecitazione.

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Vi sono attualmente in commercio due diversi tipi di gomme: in quelle naturali e quelle sintetiche.

  • Le gomme naturali si ottengono coagulando il lattice ricavato da alcune piante tropicali tramite incisione del tronco della pianta. Hanno ottime caratteristiche meccaniche, ma scarsa resistenza agli agenti atmosferici, alla temperatura e a molti composti chimici.
  • Le gomme sintetiche vengono prodotte a partire da semplici idrocarburi generando tramite polimerizzazione lattici artificiali successivamente coagulati, sono attualmente disponibili molti elastomeri artificiali, aventi caratteristiche meccaniche e di resistenza chimica assai diversificate.

Le gomme sintetiche sono suddivise in 5 gruppi:

  • Gruppo M: polimeri che contengono catene polimeriche sature di polietilene.
  • Gruppo O: polimeri che contengono atomi di ossigeno.
  • Gruppo Q: polimeri che contengono atomi di ossigeno e silicio.
  • Gruppo R: polimeri che contengono carbonio insaturo.
  • Gruppo U: polimeri che contengono carbonio, ossigeno e azoto.

LAVORAZIONE DELLA GOMMA

Il ciclo di lavorazione che porta dal polimero al prodotto finale può essere suddiviso in quattro fasi:
  1. Lavorazione preparatoria del polimero, o masticazione
  2. Mescola
  3. Formatura
  4. Vulcanizzazione
La lavorazione o masticazione ha lo scopo di rendere l’elastomero molle e plastico, abbassandone il peso molecolare, così che sia più facile Incorporare gli additivi e le cariche. Si esegue in mescolatori chiusi a ruote dentate virgola in macchine a cilindri oh in estrusori punto la temperatura tende a innalzarsi e deve essere mantenuta attorno a 100- 120 °.

La mescola si esegue nella stessa macchina, aggiungendo nell’ordine e nelle quantità prestabilite i vari additivi quali cariche, rinforzanti, stabilizzanti, protettivi, antiossidanti, plastificanti.

La formatura si fa per calandratura per le lastre, estrusione per tubi e profilati, stampaggio a compressione o stampaggio a iniezione per pezzi di forma più complicata.

Infine la vulcanizzazione consiste in un trattamento a caldo della gomma miscelata con opportuni additivi quali zolfo, nero-fumo, cariche inerti e plastificanti. Durante questa operazione si ha la reticolazione della gomma, cioè si creano legami tra le catene molecolari che ne impediscono lo scorrimento reciproco, la gomma perde così la plasticità. Durante la vulcanizzazione il manufatto assume la forma definitiva punto a seconda del tipo di oggetto che si vuole ottenere, la vulcanizzazione si effettua in stampi chiusi o tra cilindri rotanti o in bagno di sali fusi dopo che il profilato e stato estruso. 

Fonti:
Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Gomma

martedì 26 maggio 2020

UNA DISCIPLINA SCIENTIFICA

#step19

 LA LOGISTICA

La logistica è la scienza di trasportare i prodotti da un luogo all'altro nei tempi previsti, in modo efficiente e al minor costo possibile, e comprende la gestione dei processi di scambio dei relativi dati e delle relative informazioni.

Negli anni '50 e '60 l'accezione di logistica era limitata alla distribuzione del prodotto finito. In questi anni il ruolo della logistica è rimasto confinato al presidio di specifiche attività di supporto, generalmente legate all'organizzazione dei magazzini e dei trasposti.

Le prime timide forme di evoluzione verso la gestione di un insieme strutturato di attività si registrano nel corso degli anni '70. In questi anni le aziende incominciano a ricercare miglioramenti nell'ambito della distribuzione fisica, dal magazzino di stabilimento al cliente, attraverso opportuni interventi volti all’ottimizzazione dei diversi segmenti del ciclo distributivo.

A partire dagli anni '80, in seguito all’introduzione nelle aziende di nuove logiche gestionali, l'attenzione si sposta sulla gestione dei materiali: viene coniata l'espressione “logistica dei materiali” per indicare il governo di tutte le attività volte ad assicurare la corretta acquisizione, movimentazione e gestione dei materiali al fine di garantire il costante rifornimento alla produzione e agli utilizzatori.

La fase successiva del percorso evolutivo segna un grande cambiamento perché comporta la trasformazione della logistica da insieme di attività operative a un sistema che si pone come mezzo per il raggiungimento di elevati livelli prestazionali. La logistica rappresenta così il processo per pianificare, attuare e controllare il flusso delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti, ma anche dei relativi flussi di informazioni, dal luogo di origine al luogo di consumo; con l'obiettivo di rendere tale processo il più possibile efficiente e conforme alle esigenze dei clienti.

L'ultimo stadio del processo evolutivo, che conduce alla nascita del concetto di “gestione della catena di distribuzione”, è caratterizzato dal fatto che la logistica assume un ruolo sempre più centrale ed il suo obiettivo diventa sostanzialmente quello di governare tutte le fasi del processo produttivo, anche esterne all'azienda, secondo una visione sistemica.


La grande vastità e complessità delle discipline legate alla logistica ha fatto nascere dei corsi universitari specifici: in particolare l'ingegneria logistica e della produzione. 


Fonti:
Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Logistica

lunedì 25 maggio 2020

UN FATTO DI CRONACA LEGATO AL MUOVERE

#step18

Lodi, deraglia treno ad alta velocità: morti due macchinisti, 31 ...

Il 6 febbraio 2020 a Ospedaletto Lodigiano un treno dell’alta velocità FrecciaRossa è deragliato alle 5:35 lungo la linea Milano-Bologna. Due vagoni, oltre alla motrice so sono ribaltati. A causa dell’incidente hanno perso la vita 2 persone e ci sono stati 31 feriti.



mercoledì 20 maggio 2020


MUOVERE E IL MOVIMENTO NELLE CITAZIONI

Oggi andremo a scoprire alcune delle più famose citazioni di personaggi influenti e di spicco riguardanti il muovere e il concetto di movimento.


  • La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti.
        (Albert Einstein)


  • Non ci sono radici ai nostri piedi, essi sono fatti per muoversi.
        (David Le Breton)


  •  Nulla rivela più cose del movimento.
        (Marta Graham)


  • Mi muovo dunque sono.
        (Haruki Murakami)


  •  La nostra natura è il movimento; il riposo completo è la morte.
        (Blaise Pascal)


  • Ogni movimento, di qualsiasi natura esso sia, è creatore.
        (Edgar Allan Poe)


  • Eppure si muove.
        (Galileo, al tribunale dell’Inquisizione al termine della sua abiura dell’eliocentrismo)


  • Si sente la necessità assoluta di muoversi. E soprattutto di muoversi in una direzione particolare. Una doppia necessità: muoversi e sapere in che direzione.
        (David Herbert Lawrence)


  • L’amore, come il fuoco, non può sussistere senza un continuo movimento: esso si spegne non appena finisce di sperare e di temere.
        (François de la Rochefoucault)


  • L’anima è dotata di molteplici movimenti, il corpo di uno solo.
        (Theodore Roethke)


  • Non confondere movimento e progresso. Un cavallo a dondolo continua a muoversi ma non fa alcun progresso.
        (Alfred A.Montapert)


  • Il segreto per essere in buona salute è che il corpo sia in movimento e che lo spirito si riposi.
        (Anonimo)


  • Muoversi, vivere, non pensare!
        (Luigi Pirandello)


  • Cosa è la mente se non in movimento nella sfera intellettuale?
        (Oscar Wilde)


  • L’educazione è il movimento dall’oscurità alla luce.
        (Allan Bloom)


  • Un atleta in corsa è una scultura in movimento.
        (Edwin Moses)


  • Mi piace il cinema perché ricrea la vita in movimento, la esalta.
        (Federico Fellini)


  • Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso
        (Socrate)

sabato 16 maggio 2020


L’ABBECEDARIO DEL MOVIMENTO

#step17



giovedì 14 maggio 2020


I PROTAGONISTI DEL “MUOVERE”

#step16

ROBERT FULTON (1765 - 1815)

Robert Fulton è stato un ingegnere statunitense vissuto a cavallo tra il XVII e il XIX secolo, è stato l’inventore della nave a vapore.

Robert Fulton iniziò ad interessarsi alle navi a vapore nel 1777 dopo aver fatto visita a William Henry di Lancaster che in precedenza aveva imparato a conoscere la macchina a vapore di Watt mentre era in visita in Inghilterra.

Sul battello Clermont, in navigazione sul fiume Hudson nel 1807, Fulton montò la macchina a vapore ideata da James Watt. Il battello aveva una potenza di 18 cavalli e fu demolito quasi subito dopo dai barcaioli del fiume per la paura di restare senza lavoro.


La nave a vapore è un mezzo di trasporto usato durante il XIX secolo e inizio del XX secolo per navigare utilizzando una trazione con motore a vapore. Inizialmente si muoveva con un paio di ruota a pale grandi e laterali e successivamente con elica. Inizialmente fu usato nella navigazione in acque interne, essendo troppo rischioso l’utilizzo sulle lunghe distanze.

Verso la metà dell’Ottocento cominciarono a comparire sul mare le prime navi con lo scafo in ferro in sostituzione del legno e con le eliche al posto delle ruote. Nel 1870 il numero dei vapori circolanti era più alto di quello dei velieri e l’apertura del canale di Suez Accelerò questa tendenza. La motrice a vapore andò in pensione dopo la Seconda guerra mondiale con l’arrivo dei più piccoli ed efficienti motori a diesel.


KARL BENZ (1844 - 1929)

Karl Benz è considerato come l’inventore dell’automobile, colui che ebbe la grande e geniale intuizione di abbinare un motore ad un veicolo dotato di ruote.


Karl Benz nasce il 25 novembre 1844 a Muhlburg, perde il padre, macchinista ferroviario, a soli 2 anni a causa di un incidente e riesce astudiare grazie agli enormi sacrifici della madre Josephine. Karl si rivela fin da subito un bambino prodigio: si iscrive al liceo a soli 9 anni e nel 1860 entra nel Politecnico della sua città natale.

Dopo aver terminato gli studi Karl Benz inizia a lavorare come apprendista nella Karlsruher Maschinenfabrik, ditta che lascia nel 1866 per trasferirsi a Mannheim, dove trova un impiego come progettista di bilance. Tre anni dopo si sposta a Pforzheim dove trova lavoro come direttore di un’azienda che progetta ponti.

Nel 1877 Karl si concentra sulla progettazione di un motore a due tempi a gas, termina il lavoro nel 1879 e tre anni più tardi fonda una società.

La svolta arriva nel 1883 con la fondazione dell’azienda che porta il suo nome e con i primi lavori sul motore a 4 tempi. Benz monta questo propulsore su un veicolo a tre ruote e crea così la Patent Motorwagen, la prima automobile della storia dotata di motore a scoppio. La macchina comincia ad avere successo nel 1888 quando la moglie Bertha, all’insaputa del marito, carica i due figli più grandi in macchina e dimostra la solidità del mezzo percorrendo i circa 100 km che separano Mannheim da Pforzheim.


Nell’ultimo decennio del XX secolo Karl Benz progetta altre vetture: la Viktoria del 1893 e la Velo dell’anno successivo che permettono alla casa tedesca dio diventare il primo costruttore automobilistico del mondo.


Fonti

Wikipedia:

Icon Wheels:


mercoledì 13 maggio 2020


MUOVERE IN UN EVENTO DEL XX SECOLO

#step15

LA CATENA DI MONTAGGIO E LA FORD MODELLO T

Una delle principali innovazioni tecnologiche del XX secolo è stata la catena di montaggio, un innovativo processo di assemblaggio utilizzato nelle industrie e introdotto da Henry Ford.




Una catena di montaggio è costituita da un nastro trasportatore che scorrendo fa muovere le componenti da assemblare poste su di esso per arrivare così al prodotto finito.
In questo modo, ogni singolo operaio può assemblare un unico pezzo, tramite movimenti ripetitivi e meccanici, permettendo un notevole risparmio dei tempi di produzione.


La catena di montaggio entrò in funzione negli stabilimenti della Ford nei primi anni del ‘900 dando inizio al “Fordismo” e, grazie ad esso, i tempi necessari a produrre una singola autovettura si ridussero da 12 ore a un’ora sola.

Uno dei primi prodotti della catena di montaggio è stata la Ford Model T, prodotta dalla Ford Motor Company dal 1908 al 1927.

Il primo esemplare di Model T uscì dallo stabilimento di Piquette il 27 settembre 1908 e fu la prima vettura prodotta in grande serie utilizzando la tecnica della catena di montaggio.



La vettura venne progettata da Henry Ford, Charles Harolde Wills, Jozesef Galamb e Jeno Farkas. La rivoluzionaria vettura era dotata di un motore 4 cilindri in linea di 2893 cm3 con alesaggio e corsa di 95,2 mm e 101,6 mm. La potenza erogata era di 15 kW. La trazione era posteriore e il cambio era un epicicloidale a 2 velocità con retromarcia.


Fonti:

Wikipedia


giovedì 7 maggio 2020


MUOVERE IN UN EVENTO DEL XIX SECOLO

#step14

La draisina



Un importante evento nella storia della tecnologia ottocentesca legato al verbo muovere è l’invenzione della draisina, realizzata da Karl Drais nel 1816.

La draisina è considerata come il precursore della moderna bicicletta e si basa sull’introduzione della ruota anteriore sterzante, applicata da Drais come un perfezionamento di una precedente versione del conte Mede de Sivrac, chiamata celerimetro.

Il veicolo presenta 2 ruote allineate, di cui l’anteriore sterzante, ma senza pedali né freni. Per la propulsione della draisina è necessario che il guidatore, seduto su un sellino come nelle attuali biciclette, eserciti una spinta puntando i piedi sul terreno. Sempre tramite l’uso dei piedi, il guidatore può frenare il veicolo.

La draisina era generalmente realizzata in legno rinforzato con elementi di ferro.
La velocità che poteva raggiungere non era elevata, causa la cattiva qualità delle strade e la bassa efficienza della semplice spinta mediante i piedi e le gambe del guidatore, raramente si potevano superare i 15 km/h di media.

L’utilizzo di questo veicolo era rivolto ai sempre più diffusi c’eri emergenti, quindi non era affatto raro vedere eleganti signori muoversi lungo le strade ed i parchi.



L’Orient Express

L’Orient Express venne inaugurato il 4 ottobre 1883, era un treno passeggeri a lunga distanza messo in servizio dalla Compagnie Internationale des Wagons-Lits che collegava Parigi a Costantinopoli.


Il servizio dell’Orient Express si interruppe momentaneamente tra il 1914 e il 1921 e tra il 1939 e il 1945 a causa delle guerre mondiali, per interrompersi poi definitivamente nel 1977.
E’ la prima volta che un treno congiunge l’Europa occidentale a quella orientale. Il treno attraversava quasi tutto il vecchio continente seguendo il percorso tracciato dal Danubio e fermandosi in città come Strasburgo, Vienna, Budapest e Bucarest.



mercoledì 6 maggio 2020


MUOVERE IN UN EVENTO DEL XVIII SECOLO

#step13

Dal punto di vista tecnologico, una delle più importanti innovazioni legate al verbo muovere è la macchina a vapore che fu introdotta da James Watt con la rivoluzione industriale del XVIII secolo.

Questa macchina rappresentò un punto di svolta per la sua capacità di generare movimento in diversi campi.



Venne sviluppata tra il 1763 ed il 1775 come miglioramento della macchina di Newcomen. In questo apparato il vapore veniva inserito con pressione lievemente superiore a quella ambiente e quindi fatto condensare portando il cilindro in depressione rispetto all'ambiente esterno, la pressione atmosferica, spingendo sul pistone, consente l'estrazione di lavoro dal processo. Questa configurazione era stata scelta da Watt al posto di utilizzare vapore in pressione per gli elevati rischi di sicurezza.

Per molti secoli l'umanità si trova a disporre soltanto dell'energia meccanica muscolare offerta dal lavoro di uomini e animali e questo, oltre a tutti i problemi che ne derivavano, non dava la possibilità di incrementare la produzione essendo legati al lavoro manuale.
La progressiva introduzione, a partire dal medioevo, del mulino ad acqua e del mulino a vento rappresenta la prima innovazione di rilievo.

L'energia abbondantemente offerta dalla macchina a vapore veniva utilizzato in diversi campi e permetteva di imprimere un movimento costante e duraturo a svariati macchinari.

Uno dei più comuni impieghi della macchina a vapore si riscontra nelle lavorazioni tessili. La macchina rendeva possibili movimenti più veloci e costanti per tutta la giornata, nonché una più efficace organizzazione della produzione grazie alla divisione del lavoro e allo spostamento delle lavorazioni all’interno di fabbriche appositamente costruite.

La macchina a vapore trova impiego anche nelle estrazioni minerarie e nei trasporti. Le attività minerarie beneficiano della forza della macchina a vapore nella fase di estrazione dell’acqua dalle miniere, permettendo di scavare a maggiore profondità, come anche nel trasporto del minerale estratto.
I primi vagoni su rotaia servono prima a portare fuori dalle miniere il minerale e poi a portarlo a destinazione. Solo in un secondo momento il trasporto su rotaia si converte nel trasporto di passeggeri.

giovedì 30 aprile 2020


MUOVERE NELLA TECNOLOGIA MEDIEVALE E MODERNA

#step12

Francesco di Giorgio

Francesco di Giorgio nell’ “Opusculum de architectura” riporta una serie di disegni di macchine per sollevare e spostare pesi.



Inoltre nel suo testo “Edifici et machine” disegna macchine e dispositivi per il sollevamento di colonne e altri pesi pesanti, meccanismo per la fresatura e la movimentazione di imbarcazioni.




Francesco di Giorgio nel capitolo “Lieve di ruote e mulini”, del “Codice Torinese Saluzziano” afferma che i mulini per “furia d’acqua” sono quelli che sfruttano l’energia cinetica della corrente. Essa, accelerata dalla presenza di un salto e incanalata in un condotto, urta sulle pale con elevata velocità. La variazione di quantità di moto della corrente fluida fa nascere sulla palettatura la forza propulsiva.

Domenico Fontana e la Trasportazione dell’obelisco vaticano

Vorrei inoltre ricordare la Trasportazione dell’obelisco vaticano che è una delle più importanti opere di ingegneria eseguite durante il pontificato di Papa Sisto di V.

L'opera, che ebbe inizio mercoledì 25 settembre 1585, fu preceduta dall'indagine di apposite commissioni che valutarono i vari progetti, quello di Domenico Fontana in un primo momento fu accantonato per la giovane età dell’architetto.

Per prima cosa fu eseguito uno scavo di 13 m di lato e profondo 7 per le opere di fondazione con palificata in legno e con pietrisco. Quindi fu costruito il “castello”. Si fabbricarono 44 canapi di 7 cm di diametro, 40 argani furono all’azione intorno al castello. Fu infine rinforzata l'armatura della cassa che proteggeva l'obelisco, dal peso di 350 t, con cerchiature di ferro.

Prima della trasposizione vera e propria furono eseguite varie prove su modelli in scala per verificare l'efficacia degli schemi di distribuzione delle forze nei vari punti di tiro.

Il 28 Aprile 1586, 907 uomini e 75 cavalli riuscirono ad adagiare l'obelisco in posizione orizzontale, quindi fu smontato il castello, per rimontarlo in piazza San Pietro. Fu preparato il letto su cui trasportare l'obelisco, per un tragitto di 250 m. Il 10 settembre dello stesso anno l'obelisco fu posto nel sito attuale di piazza San Pietro.  



George Bauer, noto come Giorgio Agricola


Nel “De re metallica” descrive molti macchinari come l’impianto di sollevamento di miniere. L’operatore, nella cabina di comando, azionando 2 leve, dirotta l’acqua del canale a una delle 2 ruote affiancate e quindi riesce a suo piacimento a invertire il senso di rotazione dell’argano.


Leonardo da Vinci

Nel “Codice Atlantico” e nel “Madrid I” numerosi sono i passi in cui Leonardo getta le basi scientifiche per la trattazione di una scienza idraulica.
Dal “De’ molini ed altri ordigni d’acqua”:
“Quell’acqua ch’è più veloce, più caccia la sua rota. Provasi, perché l’acqua ha più forza, dove ella fa più potente percussione, e dove è più veloce ella è più potente. […] L’acqua de’ molini deve percuotere le pale delle ruote in angoli retti; e questo nasce perché quella percussione sarà più potente, che sarà fatta infra angoli più eguali.”


Vittorio Zonca

Nel suo libro “Nove teatro di machine et edificii”, relativamente alla ruota scrive che: “Li molini adunque che sono mossi dal corso dell’acqua, et che spinge la circonferenza della ruota quando due over tre pale pescano nell’acqua, sono molto gagliardi sopra gli altri per la velocità del motore, perciochè hanno l’impulsione col moto del corpo grave, et verso il centro del mondo”


Vittorio Zonca, in un capitolo del “Teatro” rappresenta e descrive un torcitoio da seta mosso da una ruota idraulica: la ruota a palette è immersa in un canale in cui l’acqua scorre con notevole velocità. Dalla ruota il movimento si trasmette al piano dei torcitoi.



Per tutto il XVII secolo la tecnica idraulica registra migliorie piccole e continue, ma le macchine non si modificano mai in maniera sostanziale. Solo nel secolo seguente, con la formalizzazione della scienza idraulica, si fondano le basi per futuri progressi.



Fonti:

"Storia delle macchine" di Vittorio Marchis

venerdì 24 aprile 2020

RELAZIONE TRA MUOVERE E LA PANDEMIA COVID-19

#step11



Guardando al momento difficile che stiamo vivendo, penso che la pandemia Covid-19 rappresenti l’esatta negazione del mio verbo muovere.

Con la firma del Premier Conte sul Dpcm del 9 marzo 2020, (Link al testo del decreto: https://www.slideshare.net/Palazzo_Chigi/dpcm-9-marzo-2020) la maggior parte delle aziende, dei negozi e tutti i cittadini italiani si sono trovati costretti a cessare le proprie attività.

La vita quotidiana di tutti è cambiata adattandosi al decreto che impedisce tutti gli spostamenti non indispensabili. Il “movimento” è stato di fatto bloccato in tutte le sue sfaccettature: dai nostri spostamenti quotidiani per studio, per lavoro o per svago, ai movimenti delle macchine nelle catene di produzione delle fabbriche, fino ai trasporti su strada, via mare e via aerea.

Tuttavia, grazie alla tecnologia si sono creati dei “movimenti virtuali”, dei flussi di idee e comunicazione che hanno permesso di continuare a relazionarsi e a lavorare dalle proprie abitazioni.

Piazza Duomo a Milano prima e dopo la pandemia:



Mappa dello smog nel Nord Italia che certifica il drastico calo degli spostamenti:


Stazione centrale di Milano prima e dopo la pandemia:



martedì 14 aprile 2020


MUOVERE IN UNA SEQUENZA CINEMATOGRAFICA 

#step10

Per rappresentare il verbo muovere, ho scelto questa sequenza cinematografica tratta dal film Ben-Hur del 1959, diretto da William Wyler.



Questa scena è passata alla storia come la “corsa delle quadrighe”. Penso che rappresenti a pieno il verbo “muovere” sia inteso come muovere se stessi, sia inteso come muovere mezzi o oggetti.


Per realizzare questa scena la produzione del film fece costruire un circo fuori Roma. Il circo venne costruito sopra una distesa sabbiosa, sullo sfondo della quale era visibile in lontananza Roma. Lo spettatore che visiona il film, sullo sfondo del circo vede delle rupi e una città antica. Questo nuovo paesaggio venne inserito per mascherare la distesa sabbiosa e la Roma moderna.

Durante la corsa, Ben-Hur piomba su un carro fermo incidentato, viene sbalzato fuori dalla quadriga e proiettato verso i cavalli, rimanendo aggrappato per miracolo al veicolo.

Fonti:

Wikipedia

venerdì 10 aprile 2020


MUOVERE NELLE ARTI FIGURATIVE

#step9

Oggi intraprenderemo un viaggio nelle arti figurative alla ricerca delle opere che meglio rappresentano il movimento.

Il movimento trova la sua massima espressione nel Futurismo, la bicicletta è stata uno dei soggetti prediletti del Futurismo. Molti artisti sono stati ispirati dall'irresistibile dinamismo delle due ruote, tra cui Fortunato Depero, Enzo Benedetto, Umberto Boccioni e in Russia Natalia Goncarova che ha dipinto: "Il ciclista".



Inserisco anche in questo percorso alcune opere contemporanee realizzate da Euro Piancastelli ed esposte nel 2018 nella sua mostra intitolata “Dinamicità di movimento”.

Questa mostra vuole ripercorrere il tema del futurismo. Euro Piancastelli è appassionato di mezzi e i motori in movimento, con cui l’artista vuole trasmettere l’immagine di una vita in perenne movimento, che scorre velocemente. 



L'anglo-americano Eadweard Muybridge esegue la prima serie di fotografie di soggetti in movimento, riuscendo in tal modo a bloccarne e analizzarne le varie fasi e ponendo le basi per quelli che saranno i futuri sviluppi della cinematografia.



Fonti:

ilbuonsenso.net:
(https://www.ilbuonsenso.net/futurismo-euro-piancastelli/)